Un monitoraggio di sette anni condotto da The Ocean Cleanup nella Great Pacific Garbage Patch – la gigantesca isola di plastica che si è formata nell’Oceano Pacifico nota anche come “Plastic Vortex” – rivela un trend allarmante: un aumento di quasi cinque volte delle microplastiche (frammenti inferiori a 5mm), passate da 2,9 kg/km² nel 2015 a 14,2 kg/km² nel 2022. Questa crescita sproporzionata rispetto ai detriti più grandi evidenzia la gravità dell’inquinamento da plastica, con una concentrazione di rifiuti che supera la biomassa presente nell’area.
La ricerca suggerisce che la maggior parte delle microplastiche non deriva dalla frammentazione di rifiuti preesistenti nella “Plastic Vortex”, ma da nuovo materiale riversato in mare attraverso fiumi e coste negli ultimi decenni. Questo sottolinea la persistenza della plastica nell’ambiente marino e la necessità urgente di controllare l’afflusso di rifiuti, che continua ad accumularsi a un ritmo elevato.
I risultati ribadiscono l’importanza di un approccio globale e che consideri l’intero ciclo di vita della plastica per contrastare l’inquinamento, auspicando risultati concreti dal Trattato globale sull’inquinamento da plastica negoziato dall’UNEP.
Fonte: TeleAmbiente
