Un recente test di laboratorio condotto dalla rivista Il Salvagente ha analizzato 15 marche di fragole tra le più vendute nei supermercati italiani, rivelando dati preoccupanti: quasi tutte contengono pesticidi, con fino a 7 sostanze diverse rilevate in un solo campione. In totale, sono state individuate 24 sostanze chimiche, alcune in quantità superiori ai limiti di legge e altre, come l’ethirimol, addirittura vietate.
Le fragole, frutti senza buccia, coltivati vicino al suolo e difficili da lavare a fondo, risultano particolarmente vulnerabili alla contaminazione. Alcuni pesticidi trovati – come pyrimethanil, tebufenpyrad, fluopyram e spirotetramat – sono sospettati di causare problemi alla salute, tra cui effetti nocivi sul feto e sulla fertilità . È stata inoltre riscontrata la presenza di neonicotinoidi, pericolosi anche per le api.
Questa contaminazione è legata alla coltivazione intensiva delle fragole, che richiede l’uso frequente di fitofarmaci per contrastare parassiti e malattie. Data la loro diffusione sulle tavole, soprattutto in primavera ed estate, la presenza massiccia di residui chimici è motivo di forte preoccupazione.
Per ridurre i rischi, gli esperti consigliano di lavare accuratamente le fragole con bicarbonato o aceto e soprattutto preferire quelle biologiche certificate. Mangiare fragole resta salutare, ma è fondamentale prestare attenzione alla loro provenienza e alla qualità del prodotto.
FONTE: Non Sprecare
